I nostri risparmi sono a rischio

da | Giu 15, 2020 | Economia | 0 commenti

Intervistato da “La Verità”, l’ex ministro berlusconiano Martino esprime un pessimo giudizio nei confronti del governo: “Non riesco ancora a credere che Luigi Di Maio sieda alla stessa scrivania di Carlo Sforza e di mio padre. Recovery Fund? Ma questi soldi ci sono davvero?”

Impietoso il giudizio di Antonio Martino sull’attuale governo ed i cosiddetti Stati generali che si stanno svolgendo a Villa Pamphilj. Intervistato dal quotidiano “La Verità”, l’ex ministro degli Esteri e della Difesa di Silvio Berlusconi non ha peli sulla lingua, e boccia la linea seguita dall’esecutivo.

“Non ho mai visto una classe politica così mediocre. E non sono sicuro che andremo migliorando. L’unica certezza è che ogni legislatura è peggiore della precedente, e migliore della successiva”, esordisce l’onorevole, esprimendo un primo giudizio. Scarsa considerazione anche per la grande assemblea convocata dal premier Giuseppe Conte: “Non sono stato invitato, e non me ne dolgo. E francamente non ho neanche capito bene di che cosa si tratta”, commenta Martino. “Ho smesso di farmi domande su questo governo indecente. Ho stima solo per il ministro della Difesa: gli altri non sono qualificati neanche per fare i netturbini. Non riesco ancora a credere che Luigi Di Maio sieda alla stessa scrivania di Carlo Sforza e di mio padre. Erano persone che avevano qualcosa da dire: lui non dice nulla, non conoscendo l’italiano. È il governo peggiore dai tempi di Nerone“.

Così come i rappresentanti del centrodestra, Martino raccomanda di non fare troppo affidamento sui Recovery Fund.”Prima facciamoci una domanda: questi soldi ci sono davvero? Io non li vedo. Sento parlare di fantasmagoriche masse di denaro che il governo distribuisce a tutti, anche a quelli che non ne vogliono. Ma qualcuno ha ricevuto una lira? Sono quacquaraquate”. Pessimo giudizio anche sul futuro Bonus Famiglia del ministro Bonetti, così come per gli altri aiuti promessi:”È una politica demenziale. Un furto ai danni dei privati che con le tasse finanzieranno questa elargizione”.

L’argomento si sposta poi sul tema della tassazione sui prelievi al bancomat proposta da Vittorio Colao.”Un’iniziativa che avrà una sola conseguenza: scatenare il terrore tra i correntisti“, sentenzia il politico.”Un’idea che mi ricorda il prelievo forzoso dai conti correnti, effettuato in illo tempore da Giuliano Amato: un altro che non capisce un tubo di economia”.

Cosa fare, dunque, per far uscire il Paese dalla crisi? “Liberalizzare le restrizioni all’attività produttiva, fare ripartire gli imprenditori. Accettiamo le lezioni del passato”, spiega Martino, ricordando quanto accaduto nel dopo-guerra. “Il Veneto era molto più povero della Sicilia. Oggi, il Veneto abbandonato a sé stesso è diventato un modello europeo. Invece la Sicilia, affidata alle amorevoli cure della Cassa per il Mezzogiorno e della Regione a statuto speciale, è senza speranza”.

Dopo una stoccata a Romano Prodi (“Non me lo citi, altrimenti mi viene l’iperacidità”) e ad Alitalia (“Andrebbe bombardata: è sempre stata in perdita e lo sarà sempre, e vuole i nostri soldi per tirare a campare”), l’ex ministro passa a parlare dell’Europa. “Sono profondamente europeista. L’Europa unita all’inizio parlava italiano”, racconta Martino. “Oggi quello spirito è stato tradito. Perché il fiscal compact? Perché l’intrusione dell’Unione nelle politiche di bilancio degli Stati?”.

Pessimo giudizio anche per come è stata affrontata l’emergenza sanitaria nel Paese: un gran polverone sollevato per nulla, ma con conseguenze disastrose, secondo il politico. “A far danni non è stato il virus, ma la paura del virus. Il povero Giulio Tarro, professore emerito di virologia, ha provato a dire la verità: lo hanno massacrato”, commenta Martino. Quindi, il monito: “Questi imbecilli, per paura di un virus innocuo, hanno bloccato l’economia del mondo. Risultato? Andiamo verso una recessione che colpirà i redditi di miliardi di persone. Prepariamoci ad affrontare una fiammata di iperinflazione in Europa, perché questi signori continuano a pompare denaro in un’economia decadente”.

“Immigrati e coronavirus? Il governo punisce solo gli italiani”: l’affondo di Raffaele Fitto

Parla il candidato del centrodestra per la regione Puglia, Raffaele Fitto: “Quello che sta accadendo in queste ore in Puglia, nel totale silenzio delle istituzioni, Emiliano in testa, è pazzesco. Mentre aumentano i casi positivi al coronavirus e alcuni reparti ospedalieri vengono chiusi, al Cara di Bari, solo ieri sono arrivati quasi 400 immigrati.

Il tutto in piena estate, che per la Puglia significa Turismo e quindi la speranza di una possibile ripresa economica del settore, ma soprattutto accade mentre il Governo pensa di prorogare lo stato di emergenza, interviene per chiudere discoteche e locali là dove non vengono rispettate le norme di sicurezza anti-Covid e invita gli italiani a lavarsi le mani, indossare la mascherina e rispettare il distanziometro”, conclude polemico Raffaele Fitto

Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

Diletta Leotta, bikini con le amiche in piscina: così in tv non la vedrete mai

Roba da bomber. Diletta Leotta è innegabilmente il volto-simbolo di DAZN nonché l’invata sui campi della Serie A più attesa e apprezzata dai telespettatori, nonché dai calciatori stessi (indimenticabile lo sguardo rapito dei componenti della panchina del Napoli durante un pre-partita, tutti gli occhi su di lei). Ma così, oggettivamente, in tv e negli stadi non la vedremo mai. La bella siciliana, star su Instagram grazie alle sue foto sempre ironiche e ammiccanti (così come i commenti che le inondano il profilo), ha pensato bene di condividere tra le sue stories qualche immagine della sua vacanza tra amiche.

Succede così che in un video la si veda folleggiare in piscina con le sue amiche, tutte in bikini e tutte splendide. Frizzi, lazzi e canzoni. cantate a squarciagola. Il campionato e le voci di rottura con il fidanzato, il pugile Daniele Scardina, in arte King Toretto , non sono mai state così lontane.

Fonte: Liberoquotidiano.it

“Omofobo e razzista”. Matteo Salvini insultato dal figlio di Selvaggia Lucarelli

Il figlio 15enne di Selvaggia Lucarelli ha contestato Matteo Salvini davanti al gazebo allestito dalla Lega a Milano. Il ragazzo è stato identificato dalle forze dell’ordine dopo il botta e risposta con il segretario del Carroccio. Quest’ultimo era intanto a scattare le foto con i suoi sostenitori quando il figlio della Lucarelli si è avvicinato e lo ha provocato così: “Volevo ringraziarla per il suo governo omofobo e razzista”. “Sì dai, anche un po’ fascista”, è stata la replica di Salvini che non è bastata al ragazzo. “Lei vuole il male delle persone che arrivano da altre nazioni”, ha aggiunto per concludere la sua personale contestazione. 

Fonte video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

Ultimo orrore, immigrato mangia un gatto in strada video

Immigrato cucina in strada un gatto, tutto ripreso da un passante, che hanno subito avvertito le forze dell’ordine.

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Fonte video https://www.facebook.com/sergiodirado/videos/10220520159946234/

Gianluigi Paragone contro il M5s: “Addio al Senato? Ormai sono una fake politica”

Aspargere sale sulle ferite del M5s ci pensa un ex, il senatore Gianluigi Paragone. Interpellato sulle recenti fuoriuscite dal partito con le cinque stelle, di cui una al Senato che pone il governo e la maggioranza sempre più a rischio, spiega senza giri di parole, con toni duri, che ciò che sta accadendo è figlio “di una confusione che io ho definito fake. Nel momento in cui tu come Movimento hai rinnegato le tue battaglie fondamentali diventi una fake politica, dunque la gente se ne va”. Parole pesantissime, quelle di Paragone, che da tempo rimprovera al M5s il tradimento di patti, promesse e presupposti.

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 “Poi ognuno sceglie dove andare – riprende -. A me continuavate a dire che sarei passato alla Lega, vedete che sono sempre fermo nella mia posizione e anzi ho annunciato la nascita di un partito nuovo. Il governo? Si regge sulla voglia dei parlamentari di restare qui fino al termine della legislatura, è un istinto primordiale dell’uomo politico”, conclude Paragone.

Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev