Ora Macron si sveglia e dichiara guerra all’islam radicale. Scatta il pugno duro di Parigi: “Stop separatismo islamico”

da | Ott 4, 2020 | Dall'Italia | 0 commenti

Di Francesca Salvatore – La Francia dice stop al “separatismo islamico”: lo fa con il progetto di legge Darmanin-Schiappa, voluto fortemente da Emmanuel Macron fin dall’inizio del 2020, nel tentativo di riportare la religione islamica nell’alveo della legge francese e lontana da velleità politiche. È con il termine “separatismo” che il titolare dell’Eliseo da tempo suole indicare quel coacervo di fenomeni sociali che avrebbe creato una Francia parallela, spesso legata al degrado e all’isolamento delle banlieue, dove i cittadini di fede musulmana continuano a scegliere l’Islam come unica legge e regola di vita, mostrandosi refrattari ai valori secolari della République française.

Il discorso di Macron

Per presentare lo storico provvedimento Macron non ha scelto un luogo a caso, bensì la banlieue di Les Mureaux, una quarantina di chilometri da Parigi, il cui sindaco ha adottato politiche di integrazione di successo. Nel discorso di apertura, che avrebbe dovuto citare le diverse fratture e i differenti “separatismi” che affliggono la Francia contemporanea, il presidente ha scelto di focalizzarsi sull’Islam radicale. L’Islam “oggi vive una crisi in tutto il mondo”, ha tuonato il primo cittadino francese, riferendosi anche alle nuove aspirazioni temporali e politiche che, in molte aree del Pianeta, stanno dettando una linea molto dura in politica estera.

A fargli da eco i due fautori della legge: “Penso che la Francia sia malata di insicurezza. Continuo a pensare che ci siano atti di barbarie e un imbarbarimento di una parte della nostra società», spiega il Ministro Darmanin, mentre la Sottosegretaria Schiappa ha sottolineato come «Negli ultimi tre anni circa 250 luoghi problematici sono stati chiusi, ma rimangono zone grigie. Vediamo che a volte le istituzioni non possono agire in assenza di cornice giuridica. Questa legge ci permetterà di essere più severi”.

I pilastri della riforma

Il testo riforma l’omologa legge del 1905, poi riveduta e corretta appena due anni fa. La legge del 1905 sulla separazione fra Chiesa e Stato è il testo fondatore della laicità alla francese, i cui articoli 1 e 2 (la libertà di culto e il divieto per lo Stato di essere una fonte di finanziamento) restano i principi ispiratori che non verranno meno nel nuovo testo ma messi a nuovo in una Francia che cambia e che spesso, negli ultimi anni, si è piegata sotto i fendenti del terrorismo islamico. Quasi sempre, infatti, si è trattato di giovani francesi ed europei, che hanno covato la propria sete di sangue nei luoghi difficili del Paese dove la voce di Parigi arriva fioca. Proprio per questo, prima dell’approdo in Parlamento, si attendono le proposte e i contributi ulteriori di altri Ministeri (Istruzione, Comunità, Sport, Salute) affinché l’approccio al radicalismo diventi sistemico e passi anche per un mea culpa delle istituzioni: se l’autoghettizzazione è, infatti, un aspetto del problema, Macron ha ammesso in primis, con un “ci siamo costruiti da soli il nostro separatismo”, la completa abdicazione dello Stato in alcune aree.

Presentando la legge sulla separazione, Macron ha indicato i cinque pilastri del nuovo testo. Il primo consiste in un insieme di misure di ordine e di neutralità del servizio pubblico, ricordando ad esempio che spesso i rappresentanti locali sono messi sotto pressione da gruppi o comunità che chiedono a gran voce uno stato di eccezione. Il secondo riguarda le associazioni e le organizzazioni, quei settori della vita associata che sono più facilmente permeabili verso il fondamentalismo. Coloro che sostengono l’Islam radicale identificano questi come gli spazi più efficaci per diffondere idee, fornire servizi che le associazioni laiche o lo Stato non forniscono. Una sorta di welfare islamico che usa il bisogno, l’indigenza e l’assenza di Parigi per riscuotere proseliti. Vi saranno, inoltre, nuove ragioni ammesse per lo scioglimento di associazioni e organizzazioni: tra queste anche l’attentato alla dignità della persona o pressioni fisiche o psicologiche.

Il terzo pilastro si concentra sulla scuola che, nella visione del presidente “deve formare cittadini, non fedeli”. Macron ha annunciato che a partire dal prossimo anno l’istruzione a scuola diventerà obbligatoria per tutti a partire dai tre anni, mentre l’educazione parentale e l’istruzione a domicilio saranno concesse solo in casi gravi e per motivi di salute: questo per sottrarre i più piccoli a qualsiasi forma di costrizione familiare, esercitando un controllo sulla radicalizzazione dei più giovani, con particolare attenzione a bambine e giovani donne. Tuttavia, la proposta di introdurre l’arabo nelle scuole sembrerebbe una delle nuove opzioni praticabili, per favorire lo scambio tra lingue e culture e facilitare l’integrazione.

Il quarto pilastro è stato definito da Macron l’“Islam dei Lumi”. Il presidente sostiene che quando la legge del 1905 fu votata l’Islam non era ancora così presente in Francia. Per questa ragione, nel disegno di Parigi c’è l’idea di aiutare l’Islam francese a strutturarsi come partner della nazione e non come sottogruppo isolato. Da qui scaturisce ancora una sterzata nei confronti della formazione degli imam: stop, dunque, alla formazione del clero islamico in Turchia, Marocco e Algeria e via libera alla formazione di imam francesi con istruzione francese. L’ultimo pilastro mette insieme potenziamento del welfare e deleghe sul territorio: riguarderà il rafforzamento della “presenza repubblicana” con un incremento di risorse in dotazione ai servizi pubblici territoriali in modo da non creare zone grigie in cui il radicalismo possa coltivare il suo seme.

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“Immigrati e coronavirus? Il governo punisce solo gli italiani”: l’affondo di Raffaele Fitto

Parla il candidato del centrodestra per la regione Puglia, Raffaele Fitto: “Quello che sta accadendo in queste ore in Puglia, nel totale silenzio delle istituzioni, Emiliano in testa, è pazzesco. Mentre aumentano i casi positivi al coronavirus e alcuni reparti ospedalieri vengono chiusi, al Cara di Bari, solo ieri sono arrivati quasi 400 immigrati.

Il tutto in piena estate, che per la Puglia significa Turismo e quindi la speranza di una possibile ripresa economica del settore, ma soprattutto accade mentre il Governo pensa di prorogare lo stato di emergenza, interviene per chiudere discoteche e locali là dove non vengono rispettate le norme di sicurezza anti-Covid e invita gli italiani a lavarsi le mani, indossare la mascherina e rispettare il distanziometro”, conclude polemico Raffaele Fitto

Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

Diletta Leotta, bikini con le amiche in piscina: così in tv non la vedrete mai

Roba da bomber. Diletta Leotta è innegabilmente il volto-simbolo di DAZN nonché l’invata sui campi della Serie A più attesa e apprezzata dai telespettatori, nonché dai calciatori stessi (indimenticabile lo sguardo rapito dei componenti della panchina del Napoli durante un pre-partita, tutti gli occhi su di lei). Ma così, oggettivamente, in tv e negli stadi non la vedremo mai. La bella siciliana, star su Instagram grazie alle sue foto sempre ironiche e ammiccanti (così come i commenti che le inondano il profilo), ha pensato bene di condividere tra le sue stories qualche immagine della sua vacanza tra amiche.

Succede così che in un video la si veda folleggiare in piscina con le sue amiche, tutte in bikini e tutte splendide. Frizzi, lazzi e canzoni. cantate a squarciagola. Il campionato e le voci di rottura con il fidanzato, il pugile Daniele Scardina, in arte King Toretto , non sono mai state così lontane.

Fonte: Liberoquotidiano.it

“Omofobo e razzista”. Matteo Salvini insultato dal figlio di Selvaggia Lucarelli

Il figlio 15enne di Selvaggia Lucarelli ha contestato Matteo Salvini davanti al gazebo allestito dalla Lega a Milano. Il ragazzo è stato identificato dalle forze dell’ordine dopo il botta e risposta con il segretario del Carroccio. Quest’ultimo era intanto a scattare le foto con i suoi sostenitori quando il figlio della Lucarelli si è avvicinato e lo ha provocato così: “Volevo ringraziarla per il suo governo omofobo e razzista”. “Sì dai, anche un po’ fascista”, è stata la replica di Salvini che non è bastata al ragazzo. “Lei vuole il male delle persone che arrivano da altre nazioni”, ha aggiunto per concludere la sua personale contestazione. 

Fonte video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

Ultimo orrore, immigrato mangia un gatto in strada video

Immigrato cucina in strada un gatto, tutto ripreso da un passante, che hanno subito avvertito le forze dell’ordine.

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Fonte video https://www.facebook.com/sergiodirado/videos/10220520159946234/

Gianluigi Paragone contro il M5s: “Addio al Senato? Ormai sono una fake politica”

Aspargere sale sulle ferite del M5s ci pensa un ex, il senatore Gianluigi Paragone. Interpellato sulle recenti fuoriuscite dal partito con le cinque stelle, di cui una al Senato che pone il governo e la maggioranza sempre più a rischio, spiega senza giri di parole, con toni duri, che ciò che sta accadendo è figlio “di una confusione che io ho definito fake. Nel momento in cui tu come Movimento hai rinnegato le tue battaglie fondamentali diventi una fake politica, dunque la gente se ne va”. Parole pesantissime, quelle di Paragone, che da tempo rimprovera al M5s il tradimento di patti, promesse e presupposti.

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 “Poi ognuno sceglie dove andare – riprende -. A me continuavate a dire che sarei passato alla Lega, vedete che sono sempre fermo nella mia posizione e anzi ho annunciato la nascita di un partito nuovo. Il governo? Si regge sulla voglia dei parlamentari di restare qui fino al termine della legislatura, è un istinto primordiale dell’uomo politico”, conclude Paragone.

Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev