Milano, violenta rivolta contro i rimpatri al Cpr: alcuni clandestini protestano e altri tentano la fuga, 4 feriti

da | Ott 13, 2020 | Cronaca | 0 commenti

Di Stiben Mesa Paniagua – Viavai di camionette della polizia del Reperto mobile, volanti e ambulanze del 118. In via Corelli, all’interno del Cpr aperto a Milano a fine settembre nonostante diversi mesi di proteste, è scattata una sorta di rivolta da parte di alcuni degli ospiti della struttura (Centro di permanenza per il rimpatrio).Alle 16 di lunedì 12 ottobre, è partita l’allarme, stando a quanto riferito dalla questura a MilanoToday. Ad accendere gli animi, secondo via Fatebenefratelli, sarebbero stati circa trenta cittadini di origine tunisina ospiti di due diversi settori del Cpr. Nel corso dei disordini, i manifestanti hanno svuotato alcuni degli estintori presenti nell’edificio.

Pertanto è stato necessario, l’intervento in massa degli uomini del reparto mobile. Gli agenti in tenuta antisommossa, assieme ai colleghi dell’ufficio immigrazione e a quelli delle volanti, hanno sedato gli animi. Alcuni dei nordafricani hanno cercato di fuggire dal centro. Per questo alla fine dei disordini, durati poco più di un’oretta, si è passati al conteggio delle persone rinchiuse nel Cpr.Quattro persone – tra i 22 e i 30 anni – hanno chiesto intervento del personale del 118. L’Azienda regionale emergenza urgenza ha inviato sul posto quattro ambulanze e un’automedica.

L’ultima protesta contro il Cpr

L’ultima protesta contro il centro, era andata in scena pochi giorni fa, durante la notte tra giovedì e venerdì. “Centinaia di manifesti sono apparsi nella zona nord di Milano per segnalare che il carcere per innocenti di via Corelli ha aperto. Dallo scorso 29 settembre il centro è operativo”. A comunicarlo erano stati gli attivisti della Rete Mai più lager – No Cpr.

“Nella città vetrina delle mille affissioni, oggi un po’ in crisi per la pandemia, i nostri cartelli gialli indicheranno a chi passa la vera novità di questi ultimi mesi, che forse sarebbe passata inosservata. Abbiamo pensato così – sostenevano i manifestanti – di agevolare la comunicazione istituzionale del Comune e della Prefettura troppo timidi nel presentare questa grande opera dove finalmente anche a Milano, come in altre città, le persone potranno essere imprigionate e private dei diritti solo perché  prive di documenti. Data la situazione sanitaria gli ‘ospiti’ potranno anche rischiare di contagiarsi con il Covid19. Sappiamo che il Sindaco Beppe Sala si dice non contrario ai Cpr, quindi sicuramente apprezzerà”.

L’opinione del sindaco Sala

Il sindaco di Milano, Beppe Sala, infatti non si è mai schierato sul Cpr ma ha semplicemente affermato di non voler contestare la decisione del Governo: “Mi voglio fidare della gestione del Prefetto, però qualcosa da puntualizzare c’è: innanzitutto Milano è sempre stata molto attiva con i rimpatri. Dalla Prefettura, a parte quest’anno che è stato un po’ anomalo, ho sempre ricevuto dei numeri significativi. Quindi non è vero che noi non facciamo rimpatri”.

“Secondo aspetto è che una volta che è aperto deve funzionare in un certo modo. Quindi è necessario che le tutele ci siano. Ho già detto al Prefetto che nel momento in cui il sistema è messo in funzione ed è a regime vorrò visitarlo con lui per rendermi conto della situazione. La regola dice che la permanenza dev’essere di massimo 90 giorni. Sono troppi oggettivamente. Se è un centro per il rimpatrio non credo che si possa andare oltre i 30 giorni – ha sottolineato Sala -. Quindi anche di questo parlerò con il Prefetto, che però ha sempre avuto un atteggiamento saggio e collaborativo e non ho dubbio che anche in questo frangente continuerà a lavorare in questo modo”.

Pertanto è stato necessario, l’intervento in massa degli uomini del reparto mobile. Gli agenti in tenuta antisommossa, assieme ai colleghi dell’ufficio immigrazione e a quelli delle volanti, hanno sedato gli animi. Alcuni dei nordafricani hanno cercato di fuggire dal centro. Per questo alla fine dei disordini, durati poco più di un’oretta, si è passati al conteggio delle persone rinchiuse nel Cpr.Quattro persone – tra i 22 e i 30 anni – hanno chiesto intervento del personale del 118. L’Azienda regionale emergenza urgenza ha inviato sul posto quattro ambulanze e un’automedica.

L’ultima protesta contro il Cpr

L’ultima protesta contro il centro, era andata in scena pochi giorni fa, durante la notte tra giovedì e venerdì. “Centinaia di manifesti sono apparsi nella zona nord di Milano per segnalare che il carcere per innocenti di via Corelli ha aperto. Dallo scorso 29 settembre il centro è operativo”. A comunicarlo erano stati gli attivisti della Rete Mai più lager – No Cpr.

“Nella città vetrina delle mille affissioni, oggi un po’ in crisi per la pandemia, i nostri cartelli gialli indicheranno a chi passa la vera novità di questi ultimi mesi, che forse sarebbe passata inosservata. Abbiamo pensato così – sostenevano i manifestanti – di agevolare la comunicazione istituzionale del Comune e della Prefettura troppo timidi nel presentare questa grande opera dove finalmente anche a Milano, come in altre città, le persone potranno essere imprigionate e private dei diritti solo perché  prive di documenti. Data la situazione sanitaria gli ‘ospiti’ potranno anche rischiare di contagiarsi con il Covid19. Sappiamo che il Sindaco Beppe Sala si dice non contrario ai Cpr, quindi sicuramente apprezzerà”.

L’opinione del sindaco Sala

Il sindaco di Milano, Beppe Sala, infatti non si è mai schierato sul Cpr ma ha semplicemente affermato di non voler contestare la decisione del Governo: “Mi voglio fidare della gestione del Prefetto, però qualcosa da puntualizzare c’è: innanzitutto Milano è sempre stata molto attiva con i rimpatri. Dalla Prefettura, a parte quest’anno che è stato un po’ anomalo, ho sempre ricevuto dei numeri significativi. Quindi non è vero che noi non facciamo rimpatri”.

“Secondo aspetto è che una volta che è aperto deve funzionare in un certo modo. Quindi è necessario che le tutele ci siano. Ho già detto al Prefetto che nel momento in cui il sistema è messo in funzione ed è a regime vorrò visitarlo con lui per rendermi conto della situazione. La regola dice che la permanenza dev’essere di massimo 90 giorni. Sono troppi oggettivamente. Se è un centro per il rimpatrio non credo che si possa andare oltre i 30 giorni – ha sottolineato Sala -. Quindi anche di questo parlerò con il Prefetto, che però ha sempre avuto un atteggiamento saggio e collaborativo e non ho dubbio che anche in questo frangente continuerà a lavorare in questo modo”.

“Immigrati e coronavirus? Il governo punisce solo gli italiani”: l’affondo di Raffaele Fitto

Parla il candidato del centrodestra per la regione Puglia, Raffaele Fitto: “Quello che sta accadendo in queste ore in Puglia, nel totale silenzio delle istituzioni, Emiliano in testa, è pazzesco. Mentre aumentano i casi positivi al coronavirus e alcuni reparti ospedalieri vengono chiusi, al Cara di Bari, solo ieri sono arrivati quasi 400 immigrati.

Il tutto in piena estate, che per la Puglia significa Turismo e quindi la speranza di una possibile ripresa economica del settore, ma soprattutto accade mentre il Governo pensa di prorogare lo stato di emergenza, interviene per chiudere discoteche e locali là dove non vengono rispettate le norme di sicurezza anti-Covid e invita gli italiani a lavarsi le mani, indossare la mascherina e rispettare il distanziometro”, conclude polemico Raffaele Fitto

Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

Diletta Leotta, bikini con le amiche in piscina: così in tv non la vedrete mai

Roba da bomber. Diletta Leotta è innegabilmente il volto-simbolo di DAZN nonché l’invata sui campi della Serie A più attesa e apprezzata dai telespettatori, nonché dai calciatori stessi (indimenticabile lo sguardo rapito dei componenti della panchina del Napoli durante un pre-partita, tutti gli occhi su di lei). Ma così, oggettivamente, in tv e negli stadi non la vedremo mai. La bella siciliana, star su Instagram grazie alle sue foto sempre ironiche e ammiccanti (così come i commenti che le inondano il profilo), ha pensato bene di condividere tra le sue stories qualche immagine della sua vacanza tra amiche.

Succede così che in un video la si veda folleggiare in piscina con le sue amiche, tutte in bikini e tutte splendide. Frizzi, lazzi e canzoni. cantate a squarciagola. Il campionato e le voci di rottura con il fidanzato, il pugile Daniele Scardina, in arte King Toretto , non sono mai state così lontane.

Fonte: Liberoquotidiano.it

“Omofobo e razzista”. Matteo Salvini insultato dal figlio di Selvaggia Lucarelli

Il figlio 15enne di Selvaggia Lucarelli ha contestato Matteo Salvini davanti al gazebo allestito dalla Lega a Milano. Il ragazzo è stato identificato dalle forze dell’ordine dopo il botta e risposta con il segretario del Carroccio. Quest’ultimo era intanto a scattare le foto con i suoi sostenitori quando il figlio della Lucarelli si è avvicinato e lo ha provocato così: “Volevo ringraziarla per il suo governo omofobo e razzista”. “Sì dai, anche un po’ fascista”, è stata la replica di Salvini che non è bastata al ragazzo. “Lei vuole il male delle persone che arrivano da altre nazioni”, ha aggiunto per concludere la sua personale contestazione. 

Fonte video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

Ultimo orrore, immigrato mangia un gatto in strada video

Immigrato cucina in strada un gatto, tutto ripreso da un passante, che hanno subito avvertito le forze dell’ordine.

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Fonte video https://www.facebook.com/sergiodirado/videos/10220520159946234/

Gianluigi Paragone contro il M5s: “Addio al Senato? Ormai sono una fake politica”

Aspargere sale sulle ferite del M5s ci pensa un ex, il senatore Gianluigi Paragone. Interpellato sulle recenti fuoriuscite dal partito con le cinque stelle, di cui una al Senato che pone il governo e la maggioranza sempre più a rischio, spiega senza giri di parole, con toni duri, che ciò che sta accadendo è figlio “di una confusione che io ho definito fake. Nel momento in cui tu come Movimento hai rinnegato le tue battaglie fondamentali diventi una fake politica, dunque la gente se ne va”. Parole pesantissime, quelle di Paragone, che da tempo rimprovera al M5s il tradimento di patti, promesse e presupposti.

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 “Poi ognuno sceglie dove andare – riprende -. A me continuavate a dire che sarei passato alla Lega, vedete che sono sempre fermo nella mia posizione e anzi ho annunciato la nascita di un partito nuovo. Il governo? Si regge sulla voglia dei parlamentari di restare qui fino al termine della legislatura, è un istinto primordiale dell’uomo politico”, conclude Paragone.

Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev