Un documento incastra il governo: “Il lockdow è già stato deciso da un mese”. Così il PD ha imposto la linea dura

da | Nov 2, 2020 | Politica | 0 commenti

Di Luca Sablone – “Non c’è un minuto da perdere. Tutto quello che dobbiamo fare, con questi numeri, è scritto qui“. Roberto Speranza mette fretta a tutti quelli che non lo hanno voluto ascoltare nelle scorse settimane e che hanno da sempre voluto sposare la linea più morbida nell’ambito delle restrizioni contro la diffusione del Coronavirus.
E accelera facendo riferimento alla “nuova Bibbia” del governo: il documento “Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione autunno-invernale”. Lo studio dell’Istituto superiore di sanità – stilato in estate, rivisto il primo ottobre, e approvato dalle Regioni il 16 – contiene le diverse modulazioni delle possibili misure da adottare in relazione all’evoluzione degli scenari epidemiologici e pertanto, sostiene il ministro della Salute, davanti a questi numeri non sarà più possibile fare resistenze contro misure drastiche. Ed è così che l’incubo lockdown torna ad affacciarsi nel nostro Paese.

L’Italia si avvicina sempre più al quarto scenario, il più grave. Un Rt prevalentemente e significativamente maggiore di 1.5 (“ovvero con stime dell’intervallo di confidenza al 95% di Rt maggiore di 1.5“) potrebbe portare rapidamente “a una numerosità di casi elevata e chiari segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali, senza la possibilità di tracciare l’origine dei nuovi casi“. Gli esperti hanno avvertito che con un aumento dei casi tanto forte da rendere impossibile le attività di tracciamento e con il rischio che le terapie intensive non riescano a reggere, diventerebbero necessarie “misure di contenimento molto aggressive“. Tradotto: dove l’indice di trasmissibilità supera l’1,5 e la rete sanitaria è in sofferenza bisogna intervenire con “restrizioni regionali e/o provinciali“, tra cui “restrizioni generalizzate“, “limitazioni della mobilità” e “chiusura delle strutture scolastiche/universitarie e attivazione della didattica a distanza“.

Il pressing per il pugno duro

Non si possono trascurare del tutto le prescrizioni che arrivano dalle istituzioni preposte alla sicurezza del Paese. E su questo, scrive l’edizione odierna de La Repubblica, si fa forza l’azione di pressing guidata da Speranza, Dario Franceschini (Beni culturali) e Francesco Boccia (Affari regionali). Nel tardo pomeriggio di ieri è stato convocato d’urgenza il Comitato tecnico-scientifico, chiamato a esprimersi sulle modalità e sulle zone dove adottare le prossime chiusure. “È scritto lì, confrontate l’Rt, guardate la curva, noi possiamo solo farvi degli approfondimenti sulla rete di medicina territoriale e sulle scuole entro martedì“, si sono limitati a dire gli scienziati. Proprio oggi è il giorno della decisione: è in corso un confronto dell’esecutivo con le Regioni; nel pomeriggio – verso le ore 15.30 – è prevista una nuova riunione del premier Conte con i capidelegazione, allargata ai ministri più direttamente interessati dalle questioni legate alla gestione della pandemia; alle 17 dovrebbero unirsi anche i capigruppo di maggioranza. La convinzione dei giallorossi è che Lombardia e Piemonte, ad esempio, dovrebbero chiudere per almeno due settimane, fermando tutto tranne le attività essenziali.

Intanto sulla scuola si consuma un durissimo scontro. Il presidente del Consiglio prova a fare una sintesi: didattica in presenza fino alla seconda media, a distanza dalla terza media fino a tutte le superiori. Speranza e gran parte del Partito democratico non vogliono sentirne parlare, mentre Lucia Azzolina si dice disposta a ragionare su questa ipotesi solo dove l’Rt è alto. Ma nonostante la sponda dei sindacati è improbabile che la sua linea passi. I numeri che arrivano dagli ultimi bollettini non permettono tentennamenti e obbligano a decisione rapide, ribadisce a gran voce l’ala rigorista. “Non possiamo permettercelo“, viene spiegato al capodelegazione M5S Alfonso Bonafede che vorrebbe difendere la posizione del ministro dell’Istruzione. Comunque nel Dpcm di domani non ci sarà il lockdown, ma solamente ulteriori passi per arrivare alla tanto temuta (e sempre più probabile) serrata.

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“Immigrati e coronavirus? Il governo punisce solo gli italiani”: l’affondo di Raffaele Fitto

Parla il candidato del centrodestra per la regione Puglia, Raffaele Fitto: “Quello che sta accadendo in queste ore in Puglia, nel totale silenzio delle istituzioni, Emiliano in testa, è pazzesco. Mentre aumentano i casi positivi al coronavirus e alcuni reparti ospedalieri vengono chiusi, al Cara di Bari, solo ieri sono arrivati quasi 400 immigrati.

Il tutto in piena estate, che per la Puglia significa Turismo e quindi la speranza di una possibile ripresa economica del settore, ma soprattutto accade mentre il Governo pensa di prorogare lo stato di emergenza, interviene per chiudere discoteche e locali là dove non vengono rispettate le norme di sicurezza anti-Covid e invita gli italiani a lavarsi le mani, indossare la mascherina e rispettare il distanziometro”, conclude polemico Raffaele Fitto

Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

Diletta Leotta, bikini con le amiche in piscina: così in tv non la vedrete mai

Roba da bomber. Diletta Leotta è innegabilmente il volto-simbolo di DAZN nonché l’invata sui campi della Serie A più attesa e apprezzata dai telespettatori, nonché dai calciatori stessi (indimenticabile lo sguardo rapito dei componenti della panchina del Napoli durante un pre-partita, tutti gli occhi su di lei). Ma così, oggettivamente, in tv e negli stadi non la vedremo mai. La bella siciliana, star su Instagram grazie alle sue foto sempre ironiche e ammiccanti (così come i commenti che le inondano il profilo), ha pensato bene di condividere tra le sue stories qualche immagine della sua vacanza tra amiche.

Succede così che in un video la si veda folleggiare in piscina con le sue amiche, tutte in bikini e tutte splendide. Frizzi, lazzi e canzoni. cantate a squarciagola. Il campionato e le voci di rottura con il fidanzato, il pugile Daniele Scardina, in arte King Toretto , non sono mai state così lontane.

Fonte: Liberoquotidiano.it

“Omofobo e razzista”. Matteo Salvini insultato dal figlio di Selvaggia Lucarelli

Il figlio 15enne di Selvaggia Lucarelli ha contestato Matteo Salvini davanti al gazebo allestito dalla Lega a Milano. Il ragazzo è stato identificato dalle forze dell’ordine dopo il botta e risposta con il segretario del Carroccio. Quest’ultimo era intanto a scattare le foto con i suoi sostenitori quando il figlio della Lucarelli si è avvicinato e lo ha provocato così: “Volevo ringraziarla per il suo governo omofobo e razzista”. “Sì dai, anche un po’ fascista”, è stata la replica di Salvini che non è bastata al ragazzo. “Lei vuole il male delle persone che arrivano da altre nazioni”, ha aggiunto per concludere la sua personale contestazione. 

Fonte video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

Ultimo orrore, immigrato mangia un gatto in strada video

Immigrato cucina in strada un gatto, tutto ripreso da un passante, che hanno subito avvertito le forze dell’ordine.

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Fonte video https://www.facebook.com/sergiodirado/videos/10220520159946234/

Gianluigi Paragone contro il M5s: “Addio al Senato? Ormai sono una fake politica”

Aspargere sale sulle ferite del M5s ci pensa un ex, il senatore Gianluigi Paragone. Interpellato sulle recenti fuoriuscite dal partito con le cinque stelle, di cui una al Senato che pone il governo e la maggioranza sempre più a rischio, spiega senza giri di parole, con toni duri, che ciò che sta accadendo è figlio “di una confusione che io ho definito fake. Nel momento in cui tu come Movimento hai rinnegato le tue battaglie fondamentali diventi una fake politica, dunque la gente se ne va”. Parole pesantissime, quelle di Paragone, che da tempo rimprovera al M5s il tradimento di patti, promesse e presupposti.

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 “Poi ognuno sceglie dove andare – riprende -. A me continuavate a dire che sarei passato alla Lega, vedete che sono sempre fermo nella mia posizione e anzi ho annunciato la nascita di un partito nuovo. Il governo? Si regge sulla voglia dei parlamentari di restare qui fino al termine della legislatura, è un istinto primordiale dell’uomo politico”, conclude Paragone.

Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev