Coronavirus, polemiche per le visite a domicilio del San Raffaele a 450 euro: “Business inaccettabile sui positivi”

da | Nov 18, 2020 | Dall'Italia | 0 commenti

L’ospedale ha attivato un servizio di diagnostica domiciliare con prelievo del sangue, radiografia, misurazione della saturazione e referto. Attacca il medico Vittorio Agnoletto: “In Lombardia domina la filosofia che aiuta i privati e lascia indietro chi non può pagare”
Il primo consulto da remoto – video o telefonico – costa 90 euro e poi, nel caso in cui il medico ritenga opportuni degli esami per valutare meglio le condizioni di salute del paziente, si può acquistare il pacchetto “diagnostica domiciliare” (che comprende prelievo del sangue, radiografia toracica, misurazione della saturazione e referto finale) a 450 euro: è il tariffario dell’ospedale San Raffaele di Milano per l’assistenza a domicilio dei positivi al Covid-19 e sta suscitando un’accesa polemica.

“Chi non può pagare può crepare, questa è la filosofia che domina nella nostra regione. Le Usca non funzionano? Nessun problema, ci pensano i privati” ha scritto su Facebook Vittorio Agnoletto, medico e responsabile dell’Osservatorio Coronavirus che insegna Globalizzazione e politiche della salute alla Statale di Milano, citando appunto il caso del San Raffaele e sottolineando che “il disastro della medicina territoriale è l’ennesimo regalo della Regione Lombardia ai privati, che infatti moltiplicano i profitti”.

“Il pubblico arranca, il privato ingrassa”

Uno dei primi a sollevare la questione è stato il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni: “Il pubblico arranca e il privato ingrassa, ma il vero problema è a monte. Il privato risponde a una mancanza inaccettabile, ovvero alle carenze dell’assistenza domiciliare – spiega – Regione Lombardia deve necessariamente potenziare la medicina territoriale, altrimenti la gente si sente abbandonata a casa e i possibili esiti sono due. Chi può permetterselo ricorre al privato, accettando tariffe che a mio giudizio gridano vendetta, e chi non può si presenta nei Pronto soccorso, intasandoli ulteriormente”.

Piloni pone l’accento soprattutto sulla mancanza delle Usca (Unità speciali di continuità assistenziale), che in Lombardia non sono abbastanza: “La Regione deve fare di più, reclutando neolaureati e specializzandi per garantire questo servizio, recuperando medici e lavorando sulla telemedicina – continua il consigliere regionale – Stiamo insistendo molto su questo, anche perché abbiamo di fronte almeno altri tre mesi molto difficili prima della primavera e questi interventi non sono più rimandabili. È già stato perso troppo tempo”.

Contro i costi dell’assistenza domiciliare offerta dal San Raffaele si è scagliato sui social anche Attilio Galmozzi, medico dell’ospedale di Crema: “Il business sul Covid no, vi prego – ha scritto in un post che è stato condiviso decine di volte – Risparmiate almeno quello”, definendo poi il tariffario dell’ospedale milanese “un indecoroso affronto”.

San Raffaele: “Costo inferiore a normale visita in ospedale”

La replica alle critiche è arrivata con una nota in cui si spiega che “il servizio di telemedicina dell’Irccs Ospedale San Raffaele è stato implementato ben prima dell’emergenza sanitaria per Covid-19 e nasce con l’obiettivo di portare l’ospedale a casa dei pazienti”.

Il servizio, “che mette a disposizione specialisti per 43 specialità cliniche”, lo scorso ottobre è stato esteso anche all’emergenza Covid. In sostanza, si legge ancora nella nota, “con un costo inferiore rispetto a una normale visita a pagamento in ospedale, il paziente può richiedere una video visita con un medico specialista in Covid e in base alla valutazione, se lo ritiene, richiedere al proprio domicilio l’esecuzione degli esami diagnostici. Poi, se le sue condizioni necessitano un approfondimento clinico, il paziente viene indirizzato all’ambulatorio pauci sintomatici con il Servizio Sanitario Nazionale. Se invece il paziente è ritenuto in condizioni severe si avvisa il servizio 118. Nato come servizio dedicato inizialmente all’attività di solvenza, oggi la telemedicina è in fase di test per quanto riguarda l’integrazione con il Servizio Sanitario Nazionale”.

“Immigrati e coronavirus? Il governo punisce solo gli italiani”: l’affondo di Raffaele Fitto

Parla il candidato del centrodestra per la regione Puglia, Raffaele Fitto: “Quello che sta accadendo in queste ore in Puglia, nel totale silenzio delle istituzioni, Emiliano in testa, è pazzesco. Mentre aumentano i casi positivi al coronavirus e alcuni reparti ospedalieri vengono chiusi, al Cara di Bari, solo ieri sono arrivati quasi 400 immigrati.

Il tutto in piena estate, che per la Puglia significa Turismo e quindi la speranza di una possibile ripresa economica del settore, ma soprattutto accade mentre il Governo pensa di prorogare lo stato di emergenza, interviene per chiudere discoteche e locali là dove non vengono rispettate le norme di sicurezza anti-Covid e invita gli italiani a lavarsi le mani, indossare la mascherina e rispettare il distanziometro”, conclude polemico Raffaele Fitto

Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

Diletta Leotta, bikini con le amiche in piscina: così in tv non la vedrete mai

Roba da bomber. Diletta Leotta è innegabilmente il volto-simbolo di DAZN nonché l’invata sui campi della Serie A più attesa e apprezzata dai telespettatori, nonché dai calciatori stessi (indimenticabile lo sguardo rapito dei componenti della panchina del Napoli durante un pre-partita, tutti gli occhi su di lei). Ma così, oggettivamente, in tv e negli stadi non la vedremo mai. La bella siciliana, star su Instagram grazie alle sue foto sempre ironiche e ammiccanti (così come i commenti che le inondano il profilo), ha pensato bene di condividere tra le sue stories qualche immagine della sua vacanza tra amiche.

Succede così che in un video la si veda folleggiare in piscina con le sue amiche, tutte in bikini e tutte splendide. Frizzi, lazzi e canzoni. cantate a squarciagola. Il campionato e le voci di rottura con il fidanzato, il pugile Daniele Scardina, in arte King Toretto , non sono mai state così lontane.

Fonte: Liberoquotidiano.it

“Omofobo e razzista”. Matteo Salvini insultato dal figlio di Selvaggia Lucarelli

Il figlio 15enne di Selvaggia Lucarelli ha contestato Matteo Salvini davanti al gazebo allestito dalla Lega a Milano. Il ragazzo è stato identificato dalle forze dell’ordine dopo il botta e risposta con il segretario del Carroccio. Quest’ultimo era intanto a scattare le foto con i suoi sostenitori quando il figlio della Lucarelli si è avvicinato e lo ha provocato così: “Volevo ringraziarla per il suo governo omofobo e razzista”. “Sì dai, anche un po’ fascista”, è stata la replica di Salvini che non è bastata al ragazzo. “Lei vuole il male delle persone che arrivano da altre nazioni”, ha aggiunto per concludere la sua personale contestazione. 

Fonte video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

Ultimo orrore, immigrato mangia un gatto in strada video

Immigrato cucina in strada un gatto, tutto ripreso da un passante, che hanno subito avvertito le forze dell’ordine.

Video

Fonte video https://www.facebook.com/sergiodirado/videos/10220520159946234/

Gianluigi Paragone contro il M5s: “Addio al Senato? Ormai sono una fake politica”

Aspargere sale sulle ferite del M5s ci pensa un ex, il senatore Gianluigi Paragone. Interpellato sulle recenti fuoriuscite dal partito con le cinque stelle, di cui una al Senato che pone il governo e la maggioranza sempre più a rischio, spiega senza giri di parole, con toni duri, che ciò che sta accadendo è figlio “di una confusione che io ho definito fake. Nel momento in cui tu come Movimento hai rinnegato le tue battaglie fondamentali diventi una fake politica, dunque la gente se ne va”. Parole pesantissime, quelle di Paragone, che da tempo rimprovera al M5s il tradimento di patti, promesse e presupposti.

Video

 “Poi ognuno sceglie dove andare – riprende -. A me continuavate a dire che sarei passato alla Lega, vedete che sono sempre fermo nella mia posizione e anzi ho annunciato la nascita di un partito nuovo. Il governo? Si regge sulla voglia dei parlamentari di restare qui fino al termine della legislatura, è un istinto primordiale dell’uomo politico”, conclude Paragone.

Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev